Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post

sabato 15 marzo 2008

VOTA ANCHE TU LA MINCHIA NEL PUGNO


Per queste elezioni, non disperdere il tuo voto!!!
Vota anche tu LA MINCHIA NEL PUGNO, finalmente un partito serio!!!

venerdì 29 febbraio 2008

I CONTI TORNANO


La bufera dei conti segreti in Liechtenstein investe anche il nostro Paese. Antonio Di Pietro ha chiesto che l'Agenzia delle Entrate diffonda l'elenco in suo possesso dei nomi dei politici italiani intestatari di un conto corrente nel paradiso fiscale. "Da cittadino e da leader di partito impegnato nella redazione delle liste di candidati per le prossime Politiche ritengo di avere il diritto di conoscere i nomi", ha detto Di Pietro.
Sui conti segreti in Liechtenstein è intervenuto anche il candidato premier del Partito democratico Walter Veltroni: "Vorrei un Paese che mentre contrasta quei furbacchioni che sono andati a portare i soldi in Liechtenstein, eviti di tartassare tanti piccoli imprenditori e artigiani''. "Ho un conto nel Liechtenstein perché lavoravo lì, è fermo da anni e ci saranno 3 mila euro", afferma invece Rocco Buttiglione. "Sono stato professore e co-rettore presso la International Academy of Philosophy del Liechtenstein. Ero residente e i residenti possono aprire conti. Non si tratta di un conto cifrato ma un conto come quello della povera gente che prende lo stipendio. Nulla da nascondere".

venerdì 8 febbraio 2008

L'ESSENZIALE?


Quarantasette milioni di euro per ogni legge varata nella legislatura appena conclusa, la quindicesima. E' il calcolo effettuato dal quotidiano Il Giornale. Semplice l'operazione: 22 mesi di durata, 61 provvedimenti approvati, quasi tre miliardi di spese in totale. E i conti riguardano solo il Parlamento, perché considerando anche i costi di Palazzo Chigi le cifre salirebbero notevolmente.
Troppo breve la durata della legislatura, troppo lunga la lista dei gruppi parlamentari: soltanto a Montecitorio se ne sono contati quattordici, compresi i cinque "gruppetti" con meno di venti componenti a cui è stata concessa una deroga. Così anche Udeur, Comunisti italiani, Verdi, Rosa nel Pugno e Dc-Psi hanno potuto dotarsi di uffici, segreteria e dipendenti. Ogni gruppo poi, grazie al nuove regole, è riuscito ad ottenere più finanziamenti. Ovviamente in proporzione al numero di parlamentari: quasi il 29% in più per l'Ulivo, il 20,5% per Forza Italia e poco più del 9% per Alleanza Nazionale.

mercoledì 30 gennaio 2008

L'UGUAGLIANZA ALL'ITALIANA


Si parte subito con la prima vergogna:

I deputati si aumentano la paga
Al mese 200 euro in più come i senatori
Dopo le polemiche seguite alla pubblicazione delle statistiche europee che assegnano ai nostri politici la maglia nera per essere i più pagati del continente (il doppio dei colleghi tedeschi), (!!!!!!) a Montecitorio inaugurano il nuovo anno con un bell'aumento di stipendio. La versione ufficiale che circola è che si tratta di una misura per adeguarlo a quello dei senatori. Duecento euro lorde al mese. Toccherà a Bertinotti decidere.
Tutta colpa, si giustificano a Montecitorio, della mancata parità di trattamento rispetto ai senatori che percepiscono un'indennità di 5.613 euro circa. A Palazzo Madama, infatti, non hanno mai rinunciato all'incremento dell'indennità dovuto all'automatico adeguamento della busta paga dei parlamentari a quella dei presidenti della Corte di Cassazione. La Camera sta infatti pensando di restituire ai suoi 630 inquilini quei duecento euro lordi mensili cui avevano rinunciato nel 2007 e che i colleghi senatori continuano a percepire.
A rimetterci, naturalmente, saranno le casse dello Stato, visto che la Camera sarà costretta a sborsare oltre un milione e mezzo di euro in più. Insorge l'Italia dei Valori che chiama alle armi Alleanza nazionale con il proposito di battersi in ufficio di presidenza. E pensare che era dello scorso anno il proposito virtuoso dei parlamentari di sacrificare l'aumento di stipendio in nome della morigeratezza in politica. Oggi il dietrofront in puro stile voltagabbana per ragioni di "equità" di trattamento con i colleghi senatori.
Ad ingarbugliare ancora di più le cose, ci si è messo poi il blocco delle stesse indennità parlamentari disposto dalla Finanziaria per i prossimi cinque anni. Moratoria, dicono a Montecitorio, che avrebbe di fatto cristallizzato una situazione di disparità tra le due Camere. Bertinotti si trova quindi ad affrontare un'ingarbugliata vertenza: contrastare i privilegi di casta oppure subire i ricorsi dei deputati che sulla base della legge sarebbero inevitabilmente accolti.

Non fanno venire il nervoso queste cose? Giudicate voi.